Leggere e interpretare i dati: l’arma segreta per la lead generation

Leggere e interpretare i dati: l’arma segreta per la lead generation

    Indice dei contenuti
  1. Oggi i dati sono la linfa vitale delle aziende
  2. Più dati accurati, rilevanti e utilizzabili si hanno, meglio è

Saper interpretare i dati significa avere la possibilità di ottimizzare le proprie strategie di marketing. Raccogliere diverse informazioni su una specifica tipologia di cliente ci consente di fare scelte comunicative mirate e individuare le migliori tipologie di prodotto da mettere sul mercato.

È per questa ragione che diciamo che data analysis e lead generation sono due attività strettamente legate tra loro.

Chi deve lanciare un marchio, ha l’obbligo di fare una ricerca approfondita, scandagliando il mercato e definendo l’identikit del proprio potenziale target.

Allo stesso modo, chi ha un business già avviato troverà nell’analisi dei dati uno strumento di fondamentale importanza, utile a conoscere le abitudini di acquisto dei clienti e orientare le proprie future scelte strategiche, immettendo sul mercato specifici prodotti o servizi e ottimizzando quelli già disponibili.

Spesso, però, la mancanza di un’analisi dettagliata su quali siano i bisogni reali del nostro potenziale cliente o quali problemi il nostro prodotto potrebbe risolvere, può deviare totalmente il nostro messaggio e far sì che non arrivi ai giusti destinatari.

Monitorando attentamente i dati legati alle nostre attività online riusciremo ad attrarre l’attenzione di nuovi possibili utilizzatori del nostro prodotto o del servizio.

Per questa ragione è sempre più chiaro che riuscire a profilare al meglio la propria audience significa fare un passo avanti nella crescita e nello sviluppo della propria attività.

 

Oggi i dati sono la linfa vitale delle aziende

Nel marketing, con il termine lead si identifica quel potenziale cliente che ha mostrato di avere un interesse specifico per i nostri prodotti e/o servizi, interagendo in qualche modo con le attività online della nostra azienda.

Le campagne di lead generation si basano sul coinvolgimento di profili in linea con il potenziale cliente mediante diversi strumenti digitali online (i social media, le campagne adv, le newsletter…) e offline.

Il fine di queste campagne è sempre lo stesso: raccogliere nominativi e dati ad essi associati, al fine di definire in modo quanto più preciso possibile il profilo della buyer persona e utilizzarli per successive campagne di remarketing.

Una delle tecniche più efficaci per promuovere un prodotto o un servizio destinato a specifiche nicchie di mercato prevede la creazione e la diffusione di un contenuto formativo, divulgativo o tecnico di cui il target di riferimento ha bisogno: il lead magnet.

In cambio, siamo in grado di raccogliere i dati demografici (come il nome, l’età e il sesso) e i dati di contatto (email e numero di telefono) del nostro potenziale cliente, ma eventualmente anche la professione che svolge, il suo titolo di istruzione, la città dove vive o la sua abitudine a compiere determinate azioni.

Si tratta di preziose informazioni che ci consentono di migliorare le nostre attività di marketing, specie se B2C.

Questi dati possono essere raccolti, strutturati e utilizzati per fare lead scoring, vale a dire dare un valore – più o meno alto – al singolo contatto, ma anche per mettere a punto la vostra strategia di marketing con copy, offerte ed email sempre più pertinenti e personalizzate.

Se per cominciare a raccogliere i primi dati su visitatori, lead e acquirenti possono bastare un foglio di carta e una penna, per approfondire la gestione e analisi dei dati del proprio business e provare a comprendere in modo più approfondito i comportamenti dei propri potenziali clienti è indispensabile utilizzare Google Analytics.

Analizzando i dati aggregati che ci fornisce uno strumento del genere possiamo provare a capire i trend degli utenti e raccogliere importanti insights utili per ottimizzare il target e concentrarci sui clienti con il customer lifetime value più alto.

 

Più dati accurati, rilevanti e utilizzabili si hanno, meglio è

Per alcune aziende, specie per le attività strettamente legate al territorio, conoscere la provenienza dei lead è fondamentale. Per un ristorante o una piccola impresa di pulizie, per esempio, i contatti che abitano nel raggio di qualche decina di chilometri dalla sede operativa possono avere una probabilità di convertire molto più alta rispetto ad altri.

Allo stesso modo, analizzando i comportamenti d’acquisto dei propri clienti, chi gestisce un ecommerce in dropshipping e vende in tutto il mondo potrà elaborare una strategia di marketing rivolta da un lato a coinvolgere maggiormente gli utenti più propensi ad acquistare online e dall’altro a trovare nuovi potenziali clienti con interessi simili.

Ovviamente questi sono solo degli esempi, ma possono essere spunti preziosi per capire quanto possa essere importante ottenere informazioni sugli utenti e su come prendono le loro decisioni di acquisto.

Raccogliendo dati e informazioni su di loro, impareremo a capire come i nostri clienti prendono decisioni d’acquisto e avremo modo di inviare messaggi sempre più personalizzati.

Saper leggere e interpretare le informazioni attraverso la data analysis significa poter creare risorse e punti di contatto progettati specificamente per attirare gli utenti sulla base dei loro comportamenti nel tempo.

La possibilità di raccogliere nuovi contatti o profilare contatti già esistenti ha un impatto significativo nel lungo periodo, in quanto consente di rivolgersi al proprio target con comunicazioni sempre più mirate e stabilire vere e proprie relazioni che, inevitabilmente, porteranno a un incremento delle vendite.