Il Rebranding di Insem: ecco perché lo abbiamo fatto [INTERVISTA]

Insem Rebranding intervista

Il Rebranding di Insem: ecco perché lo abbiamo fatto [INTERVISTA]

Ieri è stata ufficialmente presentata l’operazione di Rebranding del logo di Insem.

Dopo più di 10 anni, l’arco e la freccia mutano forma e direzione per raggiungere nuovi obiettivi, pur restando saldi alla propria storia.

Il Rebranding di Insem rispecchia una vera e propria metamorfosi che non coinvolge solo l’aspetto visivo, ma l’essenza stessa dell’azienda.

Dalla sua nascita nel 2010, Insem ha sperimentato una crescita esponenziale che ha investito tutti i settori dell’azienda. Ad oggi, si tratta di un vero e proprio Digital District, un hub di aziende innovative in cui l’automazione e lo sviluppo di tecnologico sono il fulcro dell’intero business.

Infatti, insieme al logo è stato rinnovato il sito web e, con esso, si è evoluta la filosofia stessa dell’azienda. Carmine e Tommaso Pappagallo, fondatori di Insem, raccontano l’azienda e la sua evoluzione insieme al CEO, Germano Milite.

 

Insem è nata nel 2010, qual era il progetto iniziale e cosa vi ha spinto a puntare sul digitale?

R. Tommaso: “Erano gli anni in cui si iniziava ad investire concretamente per posizionarsi sui motori di ricerca in particolare su Google.

Le aziende stanche di avere solo siti vetrina (magari bellissimi!) ma privi di qualsiasi riscontro commerciale e/o di interazione con il cliente, iniziavano ad essere mature per approcciare il nuovo mercato.

R. Carmine: “Insem è nata come spin off di una precedente realtà che ha iniziato ad operare nel digital nel lontano 2000, la scelta di far nascere una realtà che operasse a livello nazionale e con investimenti più proiettati verso le nuove logiche che si delineavano sul mercato è stata la nostra scelta, consci del fatto che sarebbe stato il digital la scelta con più prospettive di crescita e di evoluzione.”

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito la vostra attività e come avete risposto ai cambiamenti?

R. Tommaso: “La pandemia ha impattato anche su di noi in maniera decisa nei mesi di marzo ed aprile 2020, mesi in cui tutto sembrava paralizzato. Poi c’è stata una forte reazione del mercato e delle aziende che sono ricorse in maniera robusta all’utilizzo dei siti e-commerce per vendere i loro prodotti. Tutto questoha favorito alcuni settori dell’economia ed in particolare le aziende digital come la nostra che hanno ricevuto un effetto rimbalzo sui loro ordini.

Il brand di Insem cambia forma e la Digital Factory si trasforma in Tech Agency: che cosa significa e quali sono stati i fattori scatenanti?

R. Tommaso: “Il concetto legato alla Digital Factory, sebbene non lontanissimo nel tempo, risulta oggi già un tantino obsoleto in quanto la rapida accelerazione degli eventi globali hanno trasformato la fabbrica digitale in qualcosa di molto più complesso e variegato in cui l’interazione del tech con il digital è divenuta fortissima. Ed è per questa ragione che ci siamo evoluti verso una nuova definizione, più consona e calzante al nostro attuale modello di sviluppo. “

R. Carmine: “In questi ultimi 5 anni, l’evoluzione del settore digitale ci ha insegnato che le soluzioni di automatismo e lo sviluppo enorme di applicativi e tool guardavano ad un mercato sempre più pronto ad usufruire di soluzioni già ben definite. Insem accoglie questa sfida dedicando risorse ed investimenti nella ricerca e riuscendo a far emergere soluzioni digitali che in alcuni casi sono diventati sistemi automatizzati per i nostri clienti: di qui la scelta di definirci Tech agency e non più semplice Factory.”

Che ruolo giocano le 15 start up nate nell’Insem Hub in questo cambiamento?

R. Tommaso: “Direi assolutamente un ruolo chiave dettato dalle sinergie di pensiero e di azione che si innescano e scatenano su tante realtà diverse tra loro per operatività e core, ma accomunate da un’unica logica. il principale effetto positivo di questa osmosi lo raccoglie in primis il cliente che riceve un marcato miglioramento dell’offerta complessiva del servizi acquistati.”

R. Carmine: “Un ruolo fondamentale. Le start up rappresentano il completamento naturale a tutte le esigenze dei nostri clienti: oggi le richieste che vengono dal mercato si sono decuplicate e nessuna agenzia può pensare di soddisfarle tutte, ha bisogno di partner specializzati ed è quello che abbiamo fatto noi creando un distretto con delle realtà fortemente verticalizzate in AI, Business Intelligence, Content marketing.”

Il settore del digital marketing è in forte espansione, quali sono le figure professionali di cui non potete fare a meno e in che modo portano valore aggiunto alla vostra attività?

R. Tommaso: “Per noi sono fondamentali due figure: i digital strategist, ovvero coloro che sono in grado di generare valore attraverso il loro know-how, che si manifesta con la creazione di campagne mirate allo sviluppo di un brand e/o di un determinato servizio e/o prodotto;  i CSM, un acronimo che individua una figura che è a metà tra il commerciale ed il tecnico, in quanto riesce a dialogare sia con il cliente che con il tecnico favorendo così il processo di comprensione tra i due soggetti coinvolti.”

R. Germano: “Di sicuro ci sono gli immancabili sviluppatori (PHP, HTML 5, Javascript,etc), insieme agli specialisti dell’advertising e del business development, ma anche copywriter, content manager e UX/UI designer. Il livello di professionalità richiesto, in un mercato oramai maturo, è di sicuro crescente. Ognuna delle figure citate è infatti cruciale per lanciare progetti e, sempre più, il “tuttofare” solitamente ricercato da tante realtà che lavorano online non basta più. Occorre, quindi, affidarsi a figure professionali sempre più specializzate e capaci di garantire produttività e grandi capacità di problem solving.”

La sede di Marcianise è famosa per l’area relax da sogno: tavoli da pingpong, scivolo e biliardini. Qual è il clima che si respira in azienda tra i dipendenti?

R. Tommaso: “Mi auguro buono! Scherzo, riceviamo continui riscontri positivi sull’ambiente di lavoro che sin dagli inizi della nostra esperienza imprenditoriale con determinazione abbiamo voluto ricreare. Un concept di lavoro libero dagli stereotipi dell’orario e della forma e che punta unicamente al risultato ed alla soddisfazione, sia di chi lo realizza che di chi ne riceve il beneficio commerciale.”

R. Germano: “Beh, direi che siamo riusciti in un compito non certo semplice, né scontato: i nostri dipendenti, addirittura i collaboratori, preferiscono di gran lunga vivere l’azienda in presenza che lavorare in remote working. Questo di certo non solo per la nostra oramai celebre area relax, ma anche perché, oltre ad aver predisposto un ambiente accogliente, stimolante e confortevole, da sempre inseriamo in azienda solo risorse con determinati valori. Chi entra in INSEM, oltre ovviamente a garantire una elevata professionalità, è anche votato lavoro di squadra ed al rispetto dei propri colleghi. Non sentirete mai urla iraconde nei corridoi e non vedrete mai scenate da parte di dipendenti e manager. Non siamo certo l’azienda perfetta, ma ci sforziamo di garantire sempre un ambiente di lavoro che metta al primo posto le persone, concretamente.”

Curiosa per natura, vorace consumatrice di serie tv e formata nel carattere dai libri di Oriana Fallaci, amo convertire tasti in parole. Creo e gestisco strategie di comunicazione online per le aziende, con un particolare focus per i social media ed i contenuti. Ad oggi lavoro come Head of Content per @InsemSpa coordinando il team operativo dell’Area Tecnica. Sono Digital Manager di IEM srl, Startup innovativa che si occupa di Data Analysis e Business Intelligence. Instagram è il mio grande amore, e lì sono @socialvarli.